zuppetta di zucca, carote, hierba buena e mandorle con mazzancolle scottate e jucca croccante.

Ciao a tutti quanti, come al solito, la mia latitanza dal blog e’ sempre lunga. Questa volta mi trovo in Repubblica Dominicana a far saltare le padelle sul fuoco. Ambiente decisamente differente da quello di New York, ma alquanto divertente e, soprattutto, sto prendendo spunti per nuove ricette sfiziose.

La RD ha una cucina basata principalmente su verdure, radici, pescato (di mare e di fiume) tanto, tanto pollo e….l- aroz , ovvero il riso.

Si usa tantissimo la zucca da queste parti e la jucca. Oggi vi voglio presentare un antipasto creato proprio con questi due ingredienti. Eccolo qui:

INGREDIENTI PER 4 PORZIONI:

600 GR DI POLPA DI ZUCCA MATURA

1 GROSSA CAROTA

1/2 BICCHIERE DI LATTE INTERO

1 LITRO DI BRODO VEGETALE ( CIPOLLA,CAROTA,SEDANO)

OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

1 SCALOGNO

1 SPICCHIO D’AGLIO

DUE PRESE DI PREZZEMOLO TRITATO

1/2 BICCHIERE DI VINO BIANCO

SALE,PEPE

8 MAZZANCOLLE FRESCHE

1 JUCCA

1 TAZZA DI FARINA

400GR CIRCA DI GLUCOSIO IN POLVERE ( LO REPERITE IN QUALSIASI FARMACIA)

10 MANDORLE DOLCI PELATE

4 FOGLIE DI HIERBA BUENA ( MENTA FRESCA )

DIREI CHE NON MI SONO SCORDATO NULLA…….SPERIAMO.

PROCEDIAMO.

 

PREPARIAMO IL BRODO VEGETALE CON CAROTA, CIPOLLA E SEDANO.

MENTRE IL BRODO CUOCE INIZIAMO A PRIVARE LA ZUCCA DELLA SCORZA E TAGLIARLA A PEZZETTINI PICCOLI, PULIAMO LA CAROTA E TAGLIAMOLA A RONDELLE SOTTILI.

TRITIAMO FINEMENTE LO SCALOGNO E L’AGLIO

A QUESTO PUNTO OLIAMO UNA PADELLA E SOFFRIGGIAMO 1/2 SCALOGNO CON MEZZO SPICCHIO D’AGLIO. APPENA INIZIANO AD IMBIONDIRE AGGIUNGIAMO LA ZUCCA, LA CAROTA E IL MEZZO BICCHIERE DI VINO BIANCO. FACCIAMO SFUMARE.

UNA VOLTA SFUMATO IL VINO INIZIAMO AD AGGIUNGERE BRODO E STUFIAMO FINO A COTTURA.

NOTA BENE, LA COTTURA VA PROTRATTA FINO A QUANDO LA ZUCCA INIZIERA’ A DISFARSI.

MENTRE CUOCE LA ZUCCA, NON DIMENTICHIAMO DI AGGIUNGERE UN MESTOLO DI BRODO DI TANTO, IN TANTO, INIZIAMO A PULIRE LA JUCCA.

CON UN COLTELLO DA CUOCO TAGLIAMO LE DUE TESTE A CIRCA 3 CM DALLA PUNTA. UNA VOLTA FATTO QUESTO INCIDIAMO LA SCORZA LONGITUDINALMENTE, ALZIAMOLA CON L’AIUTO DELLA PUNTA DEL COLTELLO E POI, DIRETTAMENTE CON LE MANI STACCHIAMOLA DALLA POLPA BIANCA.

UNA VOLTA LIBERATA LA POLPA TAGLIAMO DELLE STRISCE CON IL PELAPATATE. MONDIAMOLA SENZA ARRIVARE AL CENTRO. LA PARTE CENTRALE DELLA JUCCA E’ PARTICOLARMENTE DURA E FILACCIOSA.

UNA VOLTA OTTENUTE LE STRISCIOLINE METTIAMOLE IN UNA PENTOLA E COPRIAMOLE CON ACQUA FREDDA, METTIAMO LA PENTOLA SUL FUOCO E, QUANDO INIZIA A BOLLIRE, LASCIAMOLA SU PER ALTRI 3 MINUTI. A QUESTO PUNTO SCOLIAMO E IMMERGIAMO LA JUCCA IN UNA BOWL DI ACQUA E GHIACCIO.

ORA POSSIAMO PULIRE I GAMBERI.

PRIVIAMOLI DEL CARAPACE E DELLE TESTE, LASCIAMO LA CODA. ELIMINIAMO IL BUDELLINO CHE DAREBBE GUSTO AMARO IN COTTURA E PRATICHIAMO UN TAGLIO LUNGO IL CORPO DEL CROSTACEO SENZA SEPARARE LE 2 META’.

OLIAMO UNA PADELLA, SOFFRIGGIAMO LO SCALOGNO E L’ AGLIO RIMASTI. PONIAMO ALL’INTERNO I GAMBERI E BAGNAMO CON POCO VINO BIANCO, FACCIAMO SFUMARE E AGGIUNGIAMO 1/2 MESTOLO DI BRODO. IL GAMBERO CUOCE IN POCO TEMPO 2/3 MINUTI. AVENDOLI INCISI SULLA SCHIENA VEDRETE CHE SI ARRICCERANNO  ASSUMENDO UNA FORMA SIMPATICA A VEDERSI. A COTTURA QUASI ULTIMATA SPOLVERARE CON IL PREZZEMOLO, SALARE E PEPARE A PIACERE.

METTERE DA PARTE E CONSERVARE TIEPIDI.

ORA PRENDIAMO IL GLUCOSIO, PONIAMOLO IN UN PENTOLINO ABBASTANZA CAPIENTE E FACCIAMOLO SCIOGLIERE SULLA FIAMMA. CON L’ AIUTO DI UN TERMOMETRO DA CUCINA PORTARLO A CIRCA 190* DI TEMPERATURA.

PRENDIAMO LA JUCCA, INFARINIAMOLA, CON L’ AIUTO DI UN SETACCIO TOGLIAMO LA FARINA IN ECCESSO E FRIGGIAMOLA NEL GLUCOSIO.

UNA VOLTA DORATA SCOLIAMO, ASCIUGHIAMO CON DELLA CARTA DA CUCINA E SALIAMO.

ORA SEGUIAMO LA ZUCCA, DOPO QUESTE OPERAZIONI SARA’ ORMAI ARRIVATA A COTTURA. AGGIUNGIAMO NEGLI ULTIMI 2 MINUTI DI COTTURA IL LATTE DOPODICHE- TOGLIAMOLA DAL FUOCO E METTIAMOLA NEL BICCHIERE ALTO DEL FRULLATORE AD IMMERSIONE. AGGIUNGIAMO LE MANDORLE, LE FOGLIE DI HIERBA BUENA, IL SALE, IL PEPE E 2 CUCCHIAI DI OLIO EXTRAVERGINE. FRULLIAMO FINCHE’ DIVENTERA’ UNA CREMA VELLUTATA.

PER SERVIRE:

DISPONIAMO LA CREMA DI ZUCCA IN UN PIATTO “CAPPELLO DA PRETE”( SE NON LO AVETE UNA CIOTOLA VA BENISSIMO) AL CENTRO METTIAMO UN CIUFFO DI JUCCA FRITTA E FINIAMO CON DUE GAMBERI A LATO.

SE VOLETE DARE UNA NOTA DI COLORE IN PIU’ SPOLVERATE LEGGERMENTE IL PIATTO CON UNO SPIZZICO DI PAPRIKA.

SLURP.


FILETTO DI MAIALE ALLO ZENZERO E MIELE CON PAN BRIOCHE E SCALOGNI IN AGRODOLCE.

Quesra e’ una ricetta forse un po’ lunga da preparare, ma una volta pronta  sara’ valsa la  la pena  aver fatto il lavoro.

Prepariamo il piatto pensando a 4 persone a tavola.

Cosa ci serve?

UN FILETTO DI MAIALE

16 SCALOGNI

ZENZERO IN POLVERE

DUE CUCCHIAI DI MIELE DI CASTAGNO

33 CL DI BIRRA DOPPIO MALTO

1/2 BICCHIERE DI VINO ROSSO

1/2 BICCHIERE DI ACETO BALSAMICO

3 CUCCHIAI DI ZUCCHERO.

SALE, PEPE, UN RAMETTO PICCOLO DI ROSMARINO.

PER IL PAN BRIOCHE CI DOBBIAMO PREPARARE:

45 GR DI ZUCCHERO

500 GR DI FARINA OO

25 GR DI LIEVITO DI BIRRA

100 GR DI LATTE INTERO

4 UOVA

100 GR DI BURRO

8 GR DI SALE FINO.

Direi che ho scritto tutto. Possiamo procedere.

Iniziamo dal Pan Brioche:

FACCIAMO SCIOGLIERE IL LIEVITO DI BIRRA NEL LATTE, UNIAMO ZUCCHERO, FARINA 3 UOVA, IL SALE E IL BURRO A TEMPERATURA AMBIENTE. CREIAMO UN IMPASTO BEN AMALGAMATO USANDO UN PO’ D’OLIO DI GOMITO, COME SI DICE……

UNA VOLTA OTTENUTO L’IMPASTO METTIAMOLO DA PARTE E FACCIAMOLO LIEVITARE. CI VORRA’ CIRCA UN’ORA PERCHE’ RADDOPPI DI VOLUME.

ORA POSSIAMO PREPARARE GLI SCALOGNI.

INIZIAMO A MONDARLI LASCIANDOLO INTERI, METTIAMOLI IN UN CONTENITORE E PONIAMOLI SOTTO L’ACQUA CORRENTE FACENDOLI “SGORGARE” PER UNA QUINDICINA DI MINUTI ALMENO. ( Sgorgare vuol semplicemente dire di lasciarli sotto l’acqua corrente).

MENTRE GLI SCALOGNI SGORGANO PREPARIAMO UNA TEGLIA CON CARTA DA FORNO ALL’INTERNO, ADAGIAMO IL NOSTRO FILETTO DI MAIALE, IL RAMETTO DI ROSMARINO, IL PEPE, COSAPRGIAMO IL FILETTO CON LO ZENZERO IN POLVERE E IL MIELE. AGGIUNGIAMO LA BIRRA E LASCIAMO MARINARE PER UNA VENTINA DI MINUTI GIRANDOLO DI TANTO IN TANTO.

NEL FRATTEMPO METTIAMO SUL FUOCO UNA PENTOLA COLMA D’ACQUA E PORTIAMOLA AD EBOLIZIONE. QUANDO L’ACQUA BOLLIRA’ METTIAMO DENTRO GLI SCALOGNI E LASCIAMOLI A SOBBOLLIRE PER 5 MINUTI. UNA VOLTA FATTO QUESTO, SCOLIAMOLI E LASCIAMOLI RAFFREDDARE.

RIPRENDIAMO A QUESTO PUNTO IL FILETTO E METTIAMOLO IN FORNO PRERISCALDATO AD 80°. LASCIAMOLO CUOCERE PER CIRCA UN’ORA. DOVRA’ RISULTARE COTTO AL CENTRO AL PUNTO ROSA.

RITORNIAMO AGLI SCALOGNI, METTIAMO IL MEZZO BICCHIERE DI VINO IN UNA PADELLA E FACCIAMOLO SCALDARE, UNIAMO GLI SCALOGNI, UNIAMO L’ACETO E FACCIAMO CUOCERE FINO A RIDURRE I LIQUIDI DELLA META’, A QUESTO PUNTO AGGIUNGIAMO LO ZUCCHERO, ABBASSAIMO IL FUOCO AL MINIMO E CONTINUIAMO LA COTTURA FINO A QUANDO AVREMO OTTENUTO UN SUGHETTO CARAMELLATO E LO SCALOGNO RISULTERA’ MORBIDO ALL’INTERNO.

BENE, ORA POSSIAMO RITORNARE AL NOSTRO PAN BRIOCHE. RIPRENDIAMO L’IMPASTO, DIAMOGLI LA FORMA CHE PREFERIAMO, METTIAMOLO IN TEGLIA ED ATTENDIAMO CHE LIEVITI DINUOVO DEL DOPPIO. SCALDIAMO IL FORNO A 180° ED INFORNIAMO PER CIRCA 25 MINUTI.

BENE, UNA VOLTA COTTO IL FILETTO, TAGLIAMOLO A FETTE, AGGIUNGIAMO IL SALE CHE NON AVEVAMO MESSO IN COTTURA, RIMETTIAMOLO IN FORNO PER UN PAIO DI MINUTI.

ORA E’ TUTTO PRONTO!! IMPIATTIAMO DUE FETTE DI ARROSTO, ADAGIAMO VICINO 4 SCALOGNI ED UNA FETTA DI PAN BRIOCHE. BUON APPETITO!!

DOLCE AI MIRTILLI

Ciao ragazzi, oggi postero’ la ricetta di un dolce. Io non amo in modo particolare la pasticceria e, ovviamente, non amo preparare i dessert, ma nel mio lavoro, si sa, non ci si puo’ certo esimere, per cui, sono obbligato a preparare il famigerato dolce dopo ogni pasto. Questo che andro’ a presentarvi l’ho fatto in quel di New York per una cliente che mi ha chiesto espressamente un dolce con i mirtilli, ci ho pensato un po’, poi e’ uscito fuori questo:

COSA SERVE:

200 GRAMMI DI MIRTILLI FRESCHI

2 CUCCHIAI DI MIELE MILLEFIORI

30 GRAMMI DI ZUCCHERO A VELO

DUE CUCCHIAI DI RUM

100 ML DI PANNA DA MONTARE

100 GRAMMI DI MASCARPONE

UNA DECINA DI NOCCIOLE TOSTATE.

ECCOCI QUI, TUTTI GLI INGREDIENTI SONO PRONTI E ALLORA…..PREPARIAMO IL DOLCE.

INIAZIAMO COL FRULLARE I MIRTILLI INSIEME ALLO ZUCCHERO A VELO E AL RUM.

POI MONTIAMO LA PANNA E AMALGAMIAMOLA CON IL MASCARPONE ED IL MIELE FINO AD OTTENERE UNA CREMA SOFFICE, SOFFICE.

ORA IN UN PIATTO STENDIAMO LA SALSA DI MIRTILLI, CON L’AIUTO DI DUE CUCCHIAI FACCIAMO DELLE QUENELLE DI CREMA BIANCA E ADAGIAMOLE A FORMARE UNA STELLA, FINIAMO CON LE NOCCIOLE TRITATE GROSSOLANAMENTE PER DARE LA SENSAZIONE CROCCANTE. SEMPLICE, VELOCE E ……SAPORITO.

PACCHERI RIPIENI CON SPUMA DI RICOTTA E CAVIALE SU BISQUE DI SCAMPI E SCAMPI INTERI.

Ciao a tutti, eccomi qui, pronto a postare una ricetta che ho studiato poco tempo fa……devo dire buona, buona, ma io son di parte….eheheheh. Preparatevi perche’ la preparazione e’ un po’…come dire….lunghetta. Dai, al lavoro.

COSA SERVE:( UNA PORZIONE)

6 PACCHERI ( possibilmente pasta di Gragnano )

150 GRAMMI DI RICOTTA FRESCA DI PECORA.

1/4 DI ONCIA DI CAVIALE ASETRA IRANIANO FRESCO (se proprio volete risparmiare potete usare un uovo di Capelan o di Lompo, ma non e’ la stessa cosa, il caviale iraniano resta sempre il top)

UN POMODORO

1/2 SCALOGNO

4 SCAMPI FRESCHI

OLIO EXTRAVERGINE LIGURE, SALE,PEPE,1/2 BICCHIERE DI VINO BIANCO, 1 BICCHIERE DI BRODO VEGETALE.

PREPARATO TUTO? OK, PARTIAMO.

METTIAMO UNA PENTOLA COLMA D’ACQUA SUL FUOCO, PORTIAMOLA AD EBLIZIONE, SALIAMOLA E FACCIAMO LESSARE I PACCHERI.UNA VOLTA COTTI, SCOLIAMOLI E LASCIAMOLI RAFFREDDARE BAGNANDOLI CON UN POCHINO D’OLIO, IN MODO CHE NON SECCHINO E COPRIAMOLI CON UN CANNOVACCIO APPENA, APPENA UMIDO.

PRENDIAMO ORA LA RICOTTA, AGGIUNGIAMO UN CUCCHIAIO DI OLIO EXTRAVERGINE, SALE PEPE Q.B. E CON L’AIUTO DI UNA FRUSTA CREIAMO UNA CREMA SOFFICE E SPUMOSA, DOPODICHE’ LASCIAMOLA RIPOSARE A TEMPERATURA AMBIENTE.

ORA PRENDIAMO 2 SCAMPI, APRIAMOLI A META’ CON UN COLTELLO DA CUOCO. IN UNA PADELLA METTIAMO POCO OLIO, MEZZO DEL MEZZO SCALOGNO TRITATO FINEMENTE E FACCIAMOLO SOFFRIGGERE PER UN MINUTO CIRCA. INSERIAMO GLI SCAMPI IN PADELLA CON 1/4 DEL BICCHIERE DI VINO E 1/4 DEL BRODO VEGETALE. CUOCIAMO PER UN PAIO DI MINUTI E POI SPEGNAMO IL FUOCO.

A QUESTO PUNTO METTIAMO UN PENTOLINO COLMO D’ACQUA SUL FUOCO, PORTIAMOLO AD EBOLIZIONE ED IMMERGIAMO DENTRO IL POMODORO, LASCIAMOLO DENTRO L’ACQUA FINCHE’ LA BUCCIA INIZIERA’ AD APRIRSI, TOGLIERLO ED ELIMINARE LA BUCCIA. A QUESTO PUNTO FRULLATELO CON IL FRULLATORE ( ovvio). UNA VOLTA FRULLATO LASCIATELO RAFFREDDARE SENZA TOGLIERLO DAL BICCHIERE.

PULITE GLI SCAMPI SEPARATE LA POLPA DAI CARAPACI, CON L’AIUTO DI UNO SCHIACCIANOCI APRITE LE CHELE E TIRATE FUORI LA POLPA DALL’INTERNO, AGGIUNGETE TUTTA LA CARNE AL POMODORO NEL FRULLATORE E RIFRULLATE UN’ALTRA VOLTA. A QUESTO PUNTO FILTRATE AL CINESE O CON UN COLINO A MAGLIA FINISSIMA IN MODO DA ELIMINARE I SEMINI DEL POMODORO. POTEVAMO TOGLIERE L’ACQUA DI VEGETAZIONE AL POMODORO PRIMA, MA VOGLIO CHE I SUCCHI RIMANGANO TUTTI, PER QUESTO NON L’HO FATTO.

RIPULITE IL FRULLATORE ED ORA METTETECI DENTRO LE TESTE DEGLI SCAMPI ED I CARAPACI INSIEME A DUE CUCCHIAI DI BRODO VEGETALE,  FRULLATE, FILTRATE ANCHE QUESTE AL CINESE ED UNITE IL SUCCO OTTENUTO AL POMODORO DI PRIMA.

ORA PRENDETE LA RICOTTA E RIEMPITE I PACCHERI, METTETELI IN PIEDI SU DI UNA TEGLIA ACCENDETE IL FORNO E PORTATELO A 150°.

MENTRE IL FORNO SI SCALDA, PRENDETE GLI ALTRI DUE SCAMPI, CUOCETELI COME I PRIMI, MA QUESTA VOLTA SENZA APRIRLI A META’, APRITEGLI SOLO LA PANCIA, IN MODO CHE I SUCCHI ESCANO.

METTETE LA BISQUE OTTENUTA COL POMODORO E GLI SCAMPI IN UNA PICCOLA PADELLA E RISCALDATELA, AGGIUNGENDO IL SALE.

INFORNATE I PACCHERI PER UN PAIO DI MINUTI. OK, PRATICAMENTE DOBBIAMO SOLO ASSEMBLARE IL PIATTO.

PRENDIAMO UN PIATTO RETTANGOLARE LUNGO, STENDIAMO SUL FONDO UNO SPECCHIO DI BISQUE CALDA, ADAGIAMO I SEI PACCHERI RIPIENI TENENDOLI IN PIEDI E METTENDOLI IN FILA. A QUESTO PUNTO, SU OGNI PACCHERO PONIAMO UN POCHINO DI CAVIALE, POI METTIAMO I DUE SCAMPI NEL PIATTO AI LATI. UN FILO D’OLIO EXTRAVERGINE A CRUDO E………BUON APPETITO.

IL RITORNO

Da Maggio non scrivo piu’ sul blog, mea culpa, ma mi son trovato cosi’ bene a New York che ci sono ritornato!! Ora sono dinuovo in Italia, ma un pezzettino di cuore e’ rimasto in quella cucina piccola, piccola che mi ha dato tante soddisfazioni! La ho avuto modo di conoscere persone davvero speciali che non dimentichero’ mai. Ho avuto modo di sperimentare, di creare nuove ricette che ora, di volta in volta pubblichero’ qui, in modo da condividerle con tutti voi. Stefano

dolce di barbabietola

Amo la barbabietola a tal punto che……….la propongo come dessert!!

Partiamo con la ricetta.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE.

Una barbabietola rossa

una tavoleta di cioccolato fondente da 200 gr

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva taggiasca.

3 cucchiai di miele di castagno.

150 gr di ricotta di pecora

un cucchiaio di zucchero.

Ok, se avete preparato tutto direi che siamo pronti per creare il dessert.

Iniziamo col far cuocere la barbabietola a vapore finche’ pungendola con uno stuzzicadenti questo entra dentro con facilita’.

( In commercio si troano le barbabietole gia’ cotte per i piu’ pigri)

Una volta cotta immergiamola in acqua e ghiaccio e facciamola raffreddare.

Grattuggiamo la tavoletta di cioccolato e mettiamo le scaglie nel bicchiere del minipimer.

aggiungiamo l’olio extravergine e due cucchiai di miele.

frulliamo fino ad ottenere una crema omogenea. Lasciamo riposare.

Prendiamo la ricotta amalgamiamola con il cucchiaio di zucchero e il miele rimasto.

una volta fatto questo mettiamola in una sac a poche.

mettiamo in un’altra sac a poche anche la crema di cioccolato all’extravergine.

Tagliamo a questo punto la barbabietola a dadini piccolissimi ( bronoise).

Bene, siamo pronti per assemblare il nostro dessert.

Muniamoci di un tumbler basso da wisky, prendiamo la sac a poche con il cioccolato e stendiamone uno strato sul fondo del bicchiere, poi, con l’aiuto di un cucchiaino stendiamo un piccolo strato di dadini di barbabietola. A questo punto prendiamo la sac a poche con la ricotta e stendiamo uno strato sopra la barbabietola, ripetiamo l’operazione col cioccolato e finiamo con un altro strato di barbabietola.

Pronti via…….a tavola a stupire i nostri commensali!!!!

NEW YORK NEW YORK

Manco da un sacco di tempo dal mio diario di bordo, ma ho avuto un piccolo escursus dall’altro capo del mondo.

Oggi, posso dire con orgoglio che la mia cucina e’ presente nel cuore di Manhattan sulla 24 esima strada al ristorante San Rocco.

E’ stata un’esperienza davvero indimenticabile, ho trovato uno staff unito, felice di lavorare e siamo riusciti, insieme, a creare un menu’ sfizioso e tutto italiano.

Ho realizzato un piccolo sogno. Stefano

Aria

Ritorno, dopo qualche giorno di assenza e lo stomaco un po’ rivoltato.

In questi giorni ho avuto modo di asaggiare alcuni piatti delizisi, tipo un risotto al mirtillo nero che era davvero una poesia, cucinato dall’amico Luca Salamini.

Altri piatti mi hanno entusiasmato decisamente meno. Ho dovuto portarmi alla bocca alcune forchettate di “ARIE” che, onestamente ho trovato a dir poco disgustose nel piatto.

Iniziamo dall’impatto visivo, una schiumetta appoggiata li che mi ha ricordato tanto la bava delle lumache per non dire di peggio! Al palato la consistenza inesistente di una bollicina di saliva. Il sapore……beh, l’unica cosa che si salvava, ma che brutto vedere!!!!

Ora, io dico, sembra che oggi quando si parla di cucina di buon livello, se non c’e’ in menù almeno una portata con l’ARIA il cuoco non sta al passo con i tempi!

Mah, nonostante questo, cari signori, ho sbirciato nei piatti delle persone presenti in sala e vi posso assicurare che son state ben poche le ARIE consumate! Sono state molte di piu’ quelle rimaste sul fondo del piatto.

Perche’ si deve seguire una moda a tutti i costi? Oltrtetutto una moda che trovo proprio di cattivo gusto. Parere del tutto personale……ovvio. Stefano

Tagliolini al caffè

Giovedì sera sarò in quel di Milano a cucinare in una casa privata e come primo piatto mi giocherò un tagliolino al caffè in salsa di gorgonzola piccante e ginepro.

Questa ricetta l’ho studiata a lungo, soprattutto per dare equilibrio ai sapori. Il gusto deciso del gorgonzola con l’aroma del caffè.

Che ne dite? Li produciamo insieme?

Ok, allora, iniziamo a preparare gli ingredienti.

Ricetta per 4 persone:

200 gr di farina

due tazzine di caffè molto forte

4 uova intere

sale

un pizzico di zucchero.

100 gr di gorgonzola naturale

1/2 bicchiere di latte intero

7/8 bacche di ginepro

una noce di burro.

pepe .

Ok, iniziamo a preparare i tagliolini.

Facciamo innanzitutto il nostro “vulcano” di farina sul tavolo, aggiungiamo le 4 uova, due prese di sale, uno spizzico di zucchero, le due tazzine di caffè e impastiamo. Se la pasta risultasse troppo dura aggiungiamo un pochino d’acqua.

Una volta ottenuto l’impasto stendiamolo fino ad ottenere una sfoglia omogenea, arrotoliamola su se stessa e con l’aiuto di un coltello tagiamo i tagliolini larghi circa 3 mm, stendiamoli sul tagliere e lasciamoli riposare.

Ora, in una padella mettiamo la noce di burro con le bacche di ginepro aggiungiamo la meta’ del gorgonzola e il mezzo bicchiere di latte, facciamo cuocere fino ad ottenere una salsa omogenea.

In una pentola portiamo ad ebolizione abbondante acqua salata, dopodichè mettiamo i tagliolini e lasciamoli cuocere per 2/3 minuti, scoliamoli e facciamoli saltare in padella con la salsa al gorgonzola.

A questo punto, impiattiamo, diamo una leggera spolverata di pepe nero e decoriamo con qualche ciuffetto di gorgonzola. Fatto. Semplice, gustoso e……..insolito.

Considerazioni

Oggi non pubblicherò nessuna ricetta, voglio solo fare una considerazione su alcune cose. Per motivi professionali e anche per passione, ogni giorno uso la rete alla ricerca di materie prime, ricette antiche legate alla tradizione di quel luogo o quell’altro, poi, mi metto ai fornelli, alleggerisco, aggiungo, tolgo, creo e nasce cosi’ un piatto nuovo. Internet e’ una fonte inesauribile di spunti, di notizie, un pozzo di San Patrizio dove tutti noi possiamo attingere. Bene, detto questo mi chiedo:” Ma perche’ con tutto questo materiale a disposizione, con tutti i siti dove si pubblicano ricette, con i migliaia di blog, la signora Maria del caso si reca al supermercato, acquista l’insalata gia’ tagliata, lavata e magari anche condita??”

Mi vien da pensare che tutto questo interesse per la buona cucina, la buona tavola, il buon mangiare, in fondo, non ci sia affatto. Penso che, ahime’, sia piuttosto una montatura mediatica che, per qualche motivo arcano, fa audience.

Mia madre in primis, spesso mi telefona per chiedermi come cucino questo o quello. Bene, le spiego i vari passaggi e lei, inesorabilmente mi interrompe a metà dicendomi:” Ohhhhh, no, no, no, troppo lungo, troppo complicato”. Poi, come la maggior parte degli italiani guarda giornalmente i vari programmi di cucina che trasmettono in tv.

Mi trovo a contatto ogni giorno con i clienti che mi chiamano a casa per cucinare e devo dire che quando arrivo nelle loro cucine, con la spesa fatta, l’insalata fresca da pulire, il pezzo di carne da cuocere, il pesce da sventrare e squamare, mi guardano come se fossi un alieno.

Ma la besciamella la sta facendo adesso? Ahhhh, io compro quella gia’ fatta.

Ma il tagliolino lo impasta? Ahhhhhhhh, no, no,io compro quelli della ******

Poi, la cigliegina sulla torta! Cucini, servi e………” Che buono!!! Sembra quello comprato! “

Ecco io mi inalbero come una iena, cribbio, si e’ perso il gusto!! La gente non dice piu’ ( tranne in rari casi ) ” Che buono, mi ricorda quello che faceva la mia nonna ” Oggi il paragone lo si fa col prodotto preconfezionato, gia’ fatto, gia’ pronto da spacchettare, riscaldare nel microonde e sbattere nel piatto per poi tuffarsi a pelle di leone sul divano e guardarsi in tv il programma di quel cuoco cosi’ bravo!

Meditate, gente…meditate, come diceva un grande musicista e….gourmet italiano.